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Iniziata la prima fase del TMF 2019: intervista a Luigi De Martino

Luigi De Martino, pianista e polistrumentista di origine pugliese, nella sua attività di orchestrale e turnista, ha collaborato con i più grandi artisti italiani e internazionali, tra cui Claudio Baglioni,  Gigi Proietti, Antonello Venditti, Renzo Arbore, Giuliano Sangiorgi, il Premio Oscar Nicola Piovani.

Dal 2016 sei selezionatore al Tour Music Fest dove porti la tua esperienza a 360°gradi di musicista e addetto ai lavori. Quanto pensi sia importante un tipo di formazione come quella che il TMF può dare agli artisti?

I concetti di confronto e di scambio sono alla base della crescita umana, professionale e (come in questo caso) artistica di ognuno di noi, a prescindere dalla strada che decidiamo di intraprendere. Il TMF è un’esperienza totalizzante che favorisce il confronto diretto e costruttivo su diversi livelli: non solo con chi dispensa consigli e opinioni su una performance o un brano musicale (i docenti e i selezionatori), ma anche e soprattutto con gli altri partecipanti, che hanno deciso di intraprendere lo stesso percorso.

Quanto è importante per un artista saper suonare uno strumento musicale?

Suonare uno strumento musicale è fondamentale per ogni artista, e non solo per chi decide di intraprendere un percorso cantautorale. La conoscenza della musica in generale, infatti, completa la formazione anche di un interprete, orientando la sua maturazione e la sua consapevolezza su più ambiti: dalla scelta di una base musicale alla tonalità giusta, fino a un’interazione e un interplay più consapevoli con la propria band.

Quali sono, secondo te, i passi necessari che un artista deve fare per sviluppare il proprio talento?

Penso che non esista un decalogo preciso di azioni da svolgere per arrivare a un determinato obiettivo, anche perché partenza e traguardo sono sempre soggettivi. Credo piuttosto che il presupposto fondamentale per sviluppare un’attitudine (e non solo nel mondo della musica) sia la capacità di ascolto e di confronto unita all’umiltà e alla voglia di mettersi sempre in gioco, doti ben più rare del talento.

Come pensi il TMF possa essere utile in questo?

Il TMF non è un semplice concorso, ma piuttosto una delle opportunità di scambio e di confronto di cui parlo, e l’obiettivo principale di ogni singolo componente del suo staff è favorire la crescita di tutti i partecipanti.

Cosa ti aspetti da questa nuova edizione del TMF?

Esattamente quello che mi aspetto da ogni edizione: emozionarmi e imparare nuove cose proprio dai ragazzi che parteciperanno. E sono sicuro che anche quest’anno non resterò deluso!

Il tuo strumento preferito è sicuramente il pianoforte. Quali consigli daresti ad un giovane pianista che vuole fare musica?

Ho fatto gli studi classici, ma sono curioso dalla nascita e questa curiosità mi ha spinto a conoscere e suonare praticamente ogni cosa. Un vero musicista può definirsi tale solo dopo aver esplorato quanti più mondi e linguaggi possibili. La musica va ascoltata e suonata tutta, perché ogni nuova esperienza e contaminazione è un mattone sempre nuovo nella costruzione di una identità musicale.





 
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